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Sassuolo: una vera sorpresa!

Siete mai stati a Sassuolo?
Conosciuta come la città della ceramica e delle piastrelle, questa cittadina di trova in provincia di Modena, in Emilia Romagna.
Ha un centro storico molto bello e custodisce un patrimonio storico artistico davvero incredibile con forti legami con la famiglia Estense.

Vi va di andare alla scoperta di questo centro assieme?

5 cose da non perdere

1) PIAZZA GARIBALDI
Una visita del centro storico non può che partire da piazza Giuseppe Garibaldi, caratterizzata da un colonnato a ferro di cavallo di si trovano negozi e diversi localini dove fermarsi per una merenda o un aperitivo. Su di essa si affaccia la torre dell’orologio, simbolo della città e da uno dei lati del porticato si può scorgere il campanile della chiesa di San Giorgio.



2) CHIESA DI SAN GIORGIO E GUGLIA
La chiesa è un rifacimento settecentesco di una antica chiesa del Duecento. È un importante esempio di barocchetto nei suoi interni. Di fronte ad essa troviamo la guglia, che vedete in foto, eretta verso la fine del Cinquecento per volere di Marco III Pio di Savoia...è arricchita da mascheroni dai quali sgorga l’acqua


3) MUSEO BERTOZZI E CASONI
Si tratta del museo della ceramica di Sassuolo, ospitato al primo piano della Cavallerizza Ducale. Sono esposti oggetti in ceramica rivisitati in chiave moderna così come opere realizzate con tecniche e materiali innovativi

4) CHIESA DI SAN FRANCESCO
Uno dei più importanti esempi di barocco estense, sorge di fianco al Palazzo Ducale al quale era collegato con un corridoio segreto. Pensate che all’interno è custodito il Santo Tronco (il santissimo crocifisso)

5) PALAZZO DUCALE
Pur essendo poco nota è una delle residenze ducali italiane più ricche di affreschi, conosciuta non a caso come Delizia Estense. Vi dico solo che stanza dopo stanza il mio stupore cresceva sempre più e mi sono chiesta: perché ho aspettato tutto questo tempo per venirci?

Una visita al Palazzo Ducale di Sassuolo

Appena varcato l’ingresso del Palazzo ci accoglie un grande scalone che conduce al piano nobile. Confesso di avere una grande predilezione per luoghi come questo, ma fin dai primi gradini ho capito che ci trovavamo di fronte a qualcosa di grandioso. 


L’attuale aspetto è frutto del volere del duca Francesco I d'Este che nel 1634 decise di trasformare l'antico castello di famiglia in una residenza più moderna. Fin dallo scalone di ingresso, il palazzo è un susseguirsi di stanze completamente affrescate, arricchite ulteriormente da stucchi per un effetto finale davvero scenografico.
E molte altre sono le sorprese che riserva il palazzo...

Come vi dicevo, gli ambienti sono interamente affrescati tanto che questa residenza è considerata tra le più importanti del nord Italia, pur essendo poco conosciuta. Per la sua decorazione furono chiamati artisti importantissimi per l’epoca come il francese Jean Boulanger, pittore ufficiale di corte, Angelo Michele Colonna e Agostino Mitelli, oltre a tantissimi decoratori e plasticatori.
Cosa raffigurano gli affreschi? Prevalgono tematiche mitologiche, cavalleresche e allegoriche con riferimenti a episodi della storia estense per sottolineare l’importanza e la gloria di questa famiglia.
Stanza dopo stanza è un crescendo di stupore e meraviglia.


Le decorazioni del Palazzo sono un susseguirsi di giochi di illusione. Più volte ci siamo trovati a chiederci: architetture e statue saranno vere o dipinte? Il tendaggio a fiori e la porta di legno sono reali? Quell’arazzo è un vero arazzo?

Purtroppo le foto non riescono a rendere la magia e l’illusione di questi dipinti...vi giuro che in certe sale i bambini continuavano a sostenere che quelle architetture, quelle statue, quei tendaggi fossero reali e, diciamolo pure, non solo i bambini...
Il trompe l'oeil è un genere pittorico molto usato in questa epoca e qui alla corte estense. Il nome francese può essere tradotto con “inganna l’occhio” e dopo aver visto questi dipinti possiamo capire il perché. La particolarità di questo genere pittorico sta proprio nel creare l’illusione: attraverso il modo di dipingere, le dimensioni, le prospettive, il pittore porta lo spettatore a credere di vedere architetture, statue, cornici tridimensionali mentre in realtà sono oggetti semplicemente dipinti su una superficie bidimensionale.




Durante la visita si ha poi accesso a una ampia terrazza da cui si ha una vista pazzesca sull’immenso Parco Ducale e sulla grande Peschiera Ducale. Di cosa si tratta?
Dovete sapere che il Parco Ducale, nel suo periodo di massimo splendore nel Settecento, vantava una lunghezza di 10 km. Oggi è fruibile liberamente la parte di proprietà comunale...un vero polmone verde dove poter trascorrere pomeriggi in compagnia, far correre i bambini e fare anche dei rilassanti pic nic all’ombra delle numerose piante.


La parte a ridosso del Palazzo invece è di proprietà statale ed è in attesa di riqualifica. La Peschiera ducale , detta anche Fontanazzo, è parte integrante del Palazzo Ducale ma avendo un accesso separato si può visitare liberamente e gratuitamente in certi orari di apertura. In origine era un teatro delle fontane con la grande vasca per l’allevamento ittico. I vari piani costruiti erano destinati al passeggio con filari di alberi ad arricchirla per rendere più piacevole la passeggiata. La “montagna” sullo sfondo a chiudere scenograficamente questo luogo con l’aquila estense a sottolineare la gloria della famiglia


Prima di lasciare il Palazzo dedicate la giusta attenzione anche al cortile interno del Palazzo Ducale, un ambiente davvero molto esteso arricchito dalla presenza di una fontana centrale e da una grande fontana raffigurante Nettuno con un delfino addossata a uno dei muri.
Ancora si può scorgere qualche traccia di affresco perché tutto questo ambiente, come era consuetudine nel passato, era dipinto. La statua di Nettuno con delfino fu realizzata nella seconda metà del Seicento da Antonio Raggi e pensate che nelle Gallerie estensi è conservato il modellino preparatorio in terracotta.
Sapete che questa composizione deriva da un disegno del Bernini, oggi conservato al Getty Museum di Los Angeles? Esiste uno scambio epistolare tra il duca Francesco I d’Este e il Bernini proprio relativo all’arredo scultoreo delle residenze estensi corredato da alcuni disegni dell’artista. Il progetto relativo al cortile del Palazzo Ducale di Sassuolo prevedeva infatti al centro una grande fontana simile a quella oggi a Roma in Piazza Navona


Vi è piaciuto questo viaggio per Sassuolo alla scoperta dei suoi tesori? Una vera scoperta a non troppa distanza da casa ideale per una gita in giornata.

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