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Un soggiorno veneziano - mete insolite in giro per la città (Parte prima)


Oltre alle mete classiche che non potevano mancare per questa prima esperienza a Venezia con i bambini...conoscendo già bene la città e i suoi monumenti, abbiamo pensato di dedicare spazio a mete 𝑖𝑛𝑠𝑜𝑙𝑖𝑡𝑒 e meno conosciute che potessero allo stesso tempo coinvolgere l'intera famiglia.

Dopo aver girovagato tra calle, callette, campi e campielli veneziani così da immergerci fin da subito nell'atmosfera veneziana, la prima destinazione del nostro soggiorno è stato il Museo di Storia Naturale di Venezia...già il palazzo che ospita il museo merita una visita...parliamo del Fondaco dei Turchi, con affaccio sul Canal Grande. Il museo è davvero suggestivo anche grazie a un lavoro di ammodernamento avvenuto qualche anno fa...che dire??? I bambini ogni giorno chiedevano di poterci ritornare! Un vero successo ‼
Oltre ai reperti archeologici e ai fossili, il percorso permette di andare alla scoperta della varietà delle forme viventi con un allestimento davvero coinvolgente...pezzo forte del museo è sicuramente lo scheletro di dinosauro lungo più di 7 metri...senza dimenticare quello di balenottera comune lungo quasi 20 metri.
Purtroppo causa Covid non abbiamo potuto usufruirne, ma all'interno del museo è prevista un'audioguida molto innovativa che attraverso una mappa e una penna audio permette di interagire attivamente con il percorso espositivo (fonte: https://msn.visitmuve.it/). Ci è rimasta la curiosità di visitare il museo con questo sistema...sarà sicuramente occasione in un nuovo soggiorno...




Venezia merita di essere vissuta pienamente...dalle prime ore del mattino, con le calle ancora prive della folla di turisti, i negozietti in apertura, i profumi di brioche e pane appena sfornati....fino al tramonto quando la luce del sole che scende crea un'atmosfera che non può essere nè raccontata nè catturata dalle foto, ma solo vissuta...fino alle ore notturne...quando le piazze sono nuovamente libere di turisti e troviamo solo la luce dei lampioni a farci strada...San Marco vista in queste ore è magica...così come perdersi nei luoghi di vita veneziana come Campo Santa Margherita sul quale si affacciano localini e pub frequentati per lo più dai veneziani e dagli studenti universitari.





Campo Santa Margherita si trova nel sestiere di Dorsoduro, uno dei miei preferiti, forse perché qui aveva sede la mia Università e quindi ho trascorso gran parte delle mie giornate da studentessa. Fuori dalle consuete mete turistiche vede affacciarsi tipiche architetture popolari veneziane e ospita la Scuola Grande dei Carmini, con pitture del Tiepolo. 




Da Campo Santa Margherita si può raggiungere Campo San Barnaba, percorrendo il Pontdei Pugni...un nome particolare che rimanda alla Guerra dei pugni. Avveniva infatti un"gioco" tra gli abitanti di due fazioni diverse, il cui scopo era quello di gettare gli avversari nel rio...i ponti originariamente non avevano le balaustre. All'inizio avveniva una sfida individuale dove i due avversari dovevano posizionarsi su delle impronte in pietra d'Istria presenti sulla pavimentazione e ancora oggi visibili. Nello scontro poi si aggiungevano anche gli altri. 


In questo sestiere si trova anche lo Squero San Trovaso, uno dei più antichi e famosi squeri veneziani.Ma cosa sono questi squeri? Si tratta dei cantieri dove venivano costruite le imbarcazioni come le gondole e altri tipici natanti della tradizione veneziana. Cantiere in veneziano si dice proprio squero, dal nome dell'attrezzo usato per questo genere di attività. Intenzionati a non perderci la visita di questo luogo così singolare, abbiamo preventivamente contattato la struttura che organizza appunto visite guidate su prenotazione. La nostra guida, Francesca, figlia del proprietario, ci ha spiegato che oltre ad essere uno degli squeri più antichi (le origini risalgono al Seicento), è uno dei pochi ancora in attività. Oggi per lo più l'attività che viene svolta è quella di riparazione delle gondole, ma ne vengono anche prodotte di nuove...una o due all'anno.

L'edificio è veramente particolare....una casa di montagna tutta in legno...davvero unica nel suo genere a Venezia. Questo perché chi arrivava per fare questo lavoro generalmente proveniva dalle zone del Cadore in quanto esperti nella lavorazione del legno. E' stato davvero coinvolgente capire il lavoro che porta alla nascita di queste tipiche imbarcazioni, le gondole, ormai diventate il simbolo di Venezia.

Una curiosità...quel ferro sagomato che si trova a prua, ovvero quello che in veneziano di chiama fero da próva o dolfin, oltre ad avere una funzione pratica, ovvero in assetto l'imbarcazione, nasconde un preciso significato. I sei denti rappresentano i sei sestieri di Venezia, il dente rivolto dall'altra parte la Giudecca, mentre la parte in cima ricurva rappresenterebbe il cappello del Doge. L'archetto sopra il dente più alto il Ponte di Rialto; la "S" che parte dal punto più alto per arrivare al punto più basso del ferro sarebbe il Canal Grande. In alcune gondole sono presenti anche delle specie di foglie poste tra le sei barrette: queste sarebbero le tre isole maggiori, Murano, Burano e Torcello.





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